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ANNCSU: l’Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane e il PNRR. Raccomandazioni per l’uso

Pare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) arriverà a conclusione, come da previsione, con la primaversa del 2026. Con lui andranno in soffitta anche i suoi tempi frenetici, gli imperativi di chiudere purché si chiuda, si arrivi al finanziamento e si segni un’altra tacca negli indicatori nazionali. Sarà poi il tempo, almeno per gli interventi di trasformazione digitale, di fare un bilancio e capire di quanto è migliorata la situazione e di fare ulteriori sforzi per completare i percorsi avviati, anche sfruttando le economie necessariamente realizzate.

Nonostante la fase di sprint finale, però, il PNRR digitale non ha risparmiato qualche colpo di coda, fra riaperture di avvisi su temi tradizionali come app IO, a esperienze tutte nuove come il SUE (Sportello Unico Edilizia) digitale e interoperabile sulla falsa riga del cugino SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), passando dal rilancio di banche dati di interesse nazionali, necessitose di rivitalizzazione, come l’Archivio Nazionale dei Numeri Civici della Strade Urbane (per gli amici ANNCSU, anche se nessuno sa come si pronunci).

Proprio a quest’ultima banca dati intendo dedicare un po’ di attenzione, prendendo spunto dall’avviso PNRR, per arrivare a definire di cosa ha davvero bisogno un comune per contribuire in modo utile alla causa degli indirizzi nazionali al di là, come al solito, del raggiungimento dell’obiettivo previsto dall’avviso PNRR e al relativo bottino.

Cosa è ANNCSU

ANNCSU è la banca dati, sotto il controllo dell’Agenzia delle entrate, che contiene l’Archivio Nazionale dei Numeri Civici della Strade Urbane ed è annoverata fra le banche dati di interesse nazionale, come definite e individuate dall’articolo 60 del Codice dell’amministrazione digitale.

La storia di ANNCSU inizia intorno al 2010, per rispondere “all’esigenza di avere un unico riferimento informatizzato e codificato, costantemente aggiornato dai Comuni, in grado di favorire la standardizzazione del dato relativo all’indirizzo[1]Dalla pagina di ANNCSU dedicata alla sua storia..

Altrettanto lunga e articolata è la raccolta dei dati che la compongono, che, nel tempo, ha previsto l’importazione di dati già in possesso dell’Agenzia delle entrate che, a più riprese, sono stati confrontati con i dati presenti in altre banche dati nazionali e poi validati, corretti e integrati dai comuni. A memoria, ANNCSU è disponibile e pubblicato nella sua attuale forma dal 2022.

Come anticipato, un recente avviso PNRR riguarda proprio l’aggiornamento da parte dei comuni dei dati presenti in ANNCSU, con particolare riferimento alla georeferenziazione degli accessi. L’allegato 2 all’avviso PNRR fornisce una significativa panoramica dei casi d’uso di uno stradario georeferenziato che dà senso concreto all'”esigenza di avere un unico riferimento informatizzato e codificato”. Vale la pena elencare i casi d’uso:

  • primo soccorso;
  • distribuzione e gestione dell’edilizia scolastica;
  • implementazione della banda ultra larga;
  • risposta a eventi catastrofici (soccorso ed evacuazione);
  • gestione di emergenze su larga scala (organizzazione di centri di raccolta, di percorsi di evacuazione o di distribuzione di risorse);
  • altre operazioni di protezione civile.

I comuni e numeri civici

A buon senso il comune, nella sua funzione di pianificazione e gestione del territorio, non può prescindere dalla gestione dei nomi delle strade, della loro posizione geografica e degli accessi che vi si aprono ed eventualmente anche della numerazione interna. Non è solo questione di buon senso, ma anche specifica previsione normativa: il dpr 223/1989, “Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente” (anche noto come “regolamento anagrafico”) ha un intero capo, il settimo, dedicato agli “adempimenti topografici ed ecografici“. Questi adempimenti, che sono dunque una funzione comunale autonoma, possono sintetizzarsi come segue:

  • preparare e conservare la cartografia con le ripartizioni del territorio in sezioni di censimento e con le delimitazioni delle località abitate, con raccomandazione di usare “le più avanzate metodologie e tecnologie cartografiche” (art. 38);
  • aggiornarla, nei periodi intercensuari, con le mutazioni dipendenti dallo sviluppo edilizio, incluse nuove opere pubbliche e simili incluse (art. 39);
  • dare un nome alle aree di circolazione (art. 41);
  • attribuire un numero agli accessi esterni (accessi dall’area di circolazione) e agli accessi interni, in conformità alle norme stabilite dall’ISTAT (art. 42);
  • compilare e tenere aggiornato uno stradario secondo le indicazioni fornite dall’ISTAT (art. 45).

L’ufficio naturalmente preposto alla funzione è quello di anagrafe, ma dove si scelga di esplicare gli adempimenti tramite uffici organicamente distinti, gli uffici che curano gli adempimenti topografici ed ecografici comunicano all’anagrafe i provvedimenti adottati riguardo l’onomastica delle aree di circolazione e la numerazione civica (art. 44).

Indipendentemente dall’ufficio che materialmente si occupa di nomi delle strade e numeri civici, altro aspetto che emerge con chiarezza sulla norma è che tali adempimenti hanno un carattere cartografico preciso: i comuni devono formare e mantenere cartografia.

Non ci sono, in realtà, indicazioni tecnologiche perentorie (la norma, si sa, ama essere “tecnologicamente neutra”) se non il richiamo alle “più avanzate metodologie”, ma tenendo a mente l’articolo 40 del codice dell’amministrazione digitale[2]D.lgs 82/2005, art. 40: “Le pubbliche amministrazioni formano gli originali dei propri documenti, inclusi quelli inerenti ad albi, elenchi e pubblici registri, con mezzi informatici secondo le … Continue reading, anche i documenti a supporto delle funzioni topografiche ed ecografiche devono essere “nativi digitali”, cioè prodotti con mezzi informatici. In modo abbastanza pacifico, per la gestione delle aree di circolazione e della numerazione civica, questo si traduce in basi di dati costantemente aggiornati e georeferenziati, cioè ancorati a un sistema cartografico informatico.

L’avviso PNRR

L’avviso PNRR, nel già citato allegato 2, indica quali attività un comune deve realizzare per raggiungere gli obiettivi e ricevere il contributo:

  • verificare strade e numeri civici già presenti in ANNCSU;
  • validare (e correggere) i numeri civici già presenti in ANNCSU, trasmettere quelli non presenti e integrare per ognuno la georeferenziazione;
  • sviluppare software client per consentire la comunicazione con il servizio di conferimento dati messa a disposizione da ANNCSU e integrarlo nel software usato per gestire i dati territoriali del comune;
  • inviare l’intera lista dei civici georeferenziati per il tramite della PDND richiamando le API pubblicate a livello centrale da ANNCSU (prerequisiti: onboarding su PDND, accordo di adesione all’e-service pubblicto dall’Agenzia delle entrate)
  • confermare e convalidare la lista inviata.

Non sono ancora note le regole di asseverazione, ma è ragionevole che il discrimine principale sarà l’uso del servizio PDND per l’aggiornamento delle coordinate degli accessi esterni e la presenza dei dati delle coordinate sui numeri presenti in ANNCSU. Infatti, sembra piuttosto arduo sindacare sulla completezza della lista dei numeri presenti in ANNCSU o sulla correttezza e accuratezza dei dati di georeferenziazione.

Come era prevedibile, con l’avviso PNRR e il risultato relativamente facile da raggiungere c’è stato un proliferare di offerte commerciali che stanno bombardando le caselle istituzionali dei comuni, offerte talvolta poco centrate e bislacche, spesso improvvisate e non in grado di sistemare e sistematizzare la funzione comunale di gestione e controlli di strade e numeri civici, non sempre condotta con strumenti all’avanguardia.

La funzione di gestione di stradario e numeri civici tuttavia, non è solo comunicare tramite API la georeferenziazione ma è avere un processo ben definito che, appoggiandosi anche sull’aggiornamento di ANNCSU mediato da PDND a partire da software interni, sia in grado di mantenere l’elenco di strade e numeri civici aggiornato, esatto e aderente alla realtà nel tempo.

Di cosa ha bisogno un comune

Facendo sintesi di quanto fin qui esposto, si può tentare un elenco ragionato e commentato di ciò di cui un comune ha bisogno, dal punto di vista digitale e non solo, per gestire correttamente e in modo efficiente lo stradario e i numeri civici.

Uno strumento informatico per gestione e condivisione interna dei dati

In primo luogo il comune ha bisogno di dotarsi di uno strumento informatico che gli faccia gestire i dati relativi a nomi delle strade, accessi esterni e accessi interni (in analogia alle tre tabelle in cui si articola ANNCSU) con possibilità di associare ai dati le relative coordinate geografiche per mantenere la natura cartografica degli adempimenti topografici ed ecografici. Lo strumento consente da solo , se la si vuole rivedere dal punto di vista dell’obbligo normativo, di adempiere a quanto previsto dal regolamento anagrafico (dpr 223/1989).

I dati topografici ed ecografici devono essere messi in condivisione con le altre funzioni comunali che ne hanno bisogno, che tendenzialmente sono tutte. Fra queste spiccano le funzioni di gestione del territorio che si estrinsecano nell’edilizia privata, nell’urbanistica e nella viabilità, le funzioni di anagrafe (tanto è che la fonte primaria per la funzione topografica è proprio il dpr sul funzionamento dell’anagrafe), le funzioni che riguardano i tributi locali ecc.

Quindi, prima ancora di pensare al dialogo interoperabile con ANNCSU mediato dalla PDND per conferire e aggiornare i dati, è necessario capire cosa serve internamente ed è utile utilizzare il contributo PNRR, in prima battuta, per mettere ordine nella situazione interna: memorizzazione e aggiornamento dei dati e loro condivisione con gli uffici comunali.

Nella parte di messa in ordine, poiché, supporto digitale o analogico che sia, questi dati esistono in qualche maniera in ogni comune, rientra anche la fase di verifica, validazione e bonifica dei dati. Potrebbero permanere ancora, anche se la standardizzazione del formato della numerazione degli accessi esterni e interni dovrebbe essere ormai diffusa, nota e condivisa grazie all’entrata in funzione a pieno regime di ANPR, numeri di accessi non conformi alle regole di scritture, o situazioni in cui non si distingue chiaramente fra numerazione esterna e interna.

Il primo passo è quindi realizzare o acquisire un software con sottostante banca dati che gestisca strade, numerazione di accessi esterni e numerazione di accessi interni, in conformità alla struttura dei dati prevista da ANNCSU. Come già detto, infatti, è questa l’articolazione dei dati prevista da ANNCSU che, a livello informatico, è un database che consta di tre tabelle principali fra loro relazionate: gli accessi esterni si relazionano all’area di circolazione su cui si aprono (contenuta nella tabella dello stradario), gli accessi interni – è il caso di complessi residenziali con vialetti privati o anche di palazzi con scale e pianerottoli – si relazionano con il loro accesso esterno.

Fatto questo si può pensare a quanto prescrive l’obiettivo posto dall’avviso PNRR.

La georeferenziazione dei dati

Dare una collocazione spaziale ai dati topografici ed ecografici è fondamentale proprio perché la normativa stessa richiede la realizzazione di carte da aggiornare nel tempo con i dati. Occorre quindi “georeferenziare” i dati, cioè associare loro delle coordinate geografiche in modo che possano essere visualizzati su una carta/mappa, integrati in un sistema informativo territoriale ed essere relazionati (anche graficamente) ad altri dati. La posizione spaziale esatta è essenziale anche per scopi più immediatamente pratici, per esempio, come ricorda l’avviso PNRR, per guidare i mezzi di soccorso in caso di intervento. Vero che questi ultimi, così come i corrieri, si affidano anche a strumenti privati basati su dati rilevati da altri privati con sufficiente soddisfazione, ma è del tutto evidente quanta differenza possa fare il dato ufficiale rilasciato dall’autorità preposta per legge.

Questa è anche una grande responsabilità e non si può pensare di georeferenziare con leggerezza. Le regole ANNCSU prevedono (specifiche tecniche, pag. 8) tre modalità di associazione delle coordinate agli accessi esterni (l’avviso PNRR prevede che siano georeferenziati i soli accessi esterni):

  • rilevazione strumentale sul campo;
  • derivazione indiretta da base di dati territoriale;
  • derivazione indiretta tramite le funzioni del portale ANNCSU stesso, che attribuisce le coordinate in modo automatico, evidentemente sulla scorta sue conoscenze nelle quali non ci addentriamo.

Per i primi due metodi sono previsti anche due livelli di accuratezza: approssimazione minore di cinque metri oppure uguale o maggiore di 5 metri. E’ evidente che la rilevazione sul campo è molto onerosa, sia in termini di organizzazione sia in termini economici. Dal punto di visto economico, quasi sicuramente, in nessun caso, l’importo dell’avviso PNRR riesce a coprire una rilevazione completa sul campo. Dal punto di vista dell’organizzazione, invece, dove ci sono le possibilità, la rilevazione sul campo potrebbe essere una buona idea per impiegare, con reciproca soddisfazione delle parti, studenti in tirocinio curricolare o in PCTO (a patto di avere strumenti adeguati, sia per la rilevazione concreta delle coordinate sia per la loro associazione informatica agli accessi).

A livello di suggestione, l’operatore comunale che conosce il suo territorio, potrebbe efficacemente completare una rilevazione indiretta a partire dai dati degli strumenti cartografici disponibili online, anche quelli di privati, messi a disposizione con licenze aperte o con licenza proprietarie. Anche in questo caso servirebbe uno strumento (software) che assistesse nel compito[3]Per esempio, a livello di suggestione del tutto naif: si dice – e non ho motivo di dubitarne – che Google maps sia molto accurato. Uno strumento di validazione del dato di Google, che … Continue reading.

Dialogo interoperable con ANNCSU

Solo alla fine viene il dialogo con ANNCSU, mediato dalla PDND, grazie agli e-service messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Senza sminuire l’importanza e la complessità insita in ognuno dei passaggi, tutto sommato, questa è l’attività più “facile”. Le regole dell’e-service (API), in tecnologia REST, sono semplici. Per forza di cose – visto che il destinatario delle comunicazione, ANNCSU, è unico – tale dialogo è pienamente standardizzato e, quindi, se un operatore economico (fornitore di software) ha sviluppato uno strumento di dialogo per un comune, questo può essere replicato tale e quale per gli altri comuni che usano lo stesso strumento informatico per gestire la topografia comunale.

Gli e-service esposti da ANNCSU per l’alimentazione a partire dai sistemi dei comuni sono consultabili sul Catalogo della PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati) consentono di inserire, aggiornare e sopprimere un dato e sono:

  • ANNCSU – Aggiornamento odonimi (modifica della tabella con i nomi delle strade);
  • ANNCSU – Aggiornamento accessi (modifica della tabella degli accessi esterni);
  • ANNCSU – Aggiornamento interni (modifica della tabella degli accessi esterni);
  • ANNCSU – Aggiornamento coordinate (modifica della tabella degli accessi esterni relativamente alle sole coordinate geografiche, anche massiva).

Sono poi presenti due e-service per la consultazione. Ai fini dell’avviso PNRR si deve dimostrare di aver usato l’ultimo dei 4 servizi di scrittura di dati per aggiornare tutti i numeri civici. Non è nemmeno richiesto di garantire l’aggiornamento nel tempo o di aver implementato meccanismi di aggiornamento automatico a partire dai propri sistemi.

Ovviamente, perché lo scenario ideale sopra decritto funzioni correttamente, lo strumento software di cui si dota il comune per gli adempimenti cartografici dovrebbe implementare tutti i servizi di aggiornamento (scrittura) e consultazione (lettura).

Extra: la storicizzazione del dato

Una caratteristica, per niente scontata ed estremamente utile, di ANNCSU è la possibilità di storicizzare i dati. Infatti, come si apprezza dalla descrizione dei dati nelle specifiche tecniche (capitolo 2, “Descrizione dei dati”), ogni entità (stradario, accessi interni, accessi esterni) ha come attributo gli estremi temporali di validità. Chi fa ricerche sa che le aree di circolazione cambiano nome, sono oggetto di frazionamento o accorpamento, oppure che gli stessi numeri civici possono essere oggetto di revisione. La profondità storica, quindi, diventa molto utile. Per esempio, se si fanno ricerche sulle pratiche edilizie che riguardano un immobile oggi sito in una determinata via e numero civico, è ragionevole che si sia interessati anche a pratiche edilizie di quello stesso immobile relative a un periodo in cui la strada aveva un nome diverso. Relazionare i cambiamenti di stradario e numerazione degli accessi potrebbe essere uno strumento per raggiungere lo scopo.

Al momento, però, in ANNCSU sembra mancare la relazione fra entità soppresse ed entità valide. Per esempio, in caso di modifica del nome di una strada, così come il regolamento anagrafico impone di mantenere il nome precedente sulla targhetta identificativa, il database di ANNCSU potrebbe contenere una relazione di tipo “sostituisce”. Lo stesso per i numeri civici o per l’accorpamento di aree di circolazione. Se questo al momento non è realizzabile in ANNCSU, però, lo si potrebbe realizzare a livello locale (e uno standard sarebbe fondamentale, tuttavia).

A ben vedere, comunque, anche la completa e accurata georeferenziazione di stradario e accessi potrebbe consentire di evidenziare i cambiamenti intervenuti nel tempo.

Conclusioni

ANNCSU è una base di dati importante, non a caso è annoverata fra quelle di interesse nazionale. L’avviso PNRR è utile per dare nuovo slancio ad ANNCSU e mantenere viva l’attenzione dei comuni sull’aggiornamento dei dati che sono finiti in ANNCSU nel corso degli anni, non sempre sotto una guida attenta e con indicazioni complete (per dire, il “subentro” in ANPR è stato oggetto di maggiori attenzioni).

Per chiudere, lancio un interrogativo. Quanto sopra evidenzia che ANNCSU è (e sarà) senz’altro la fonte autoritativa per i numeri civici nazionali, ma, tuttavia, non è la fonte primaria di questi dati, nel senso che ANNCSU per come è costruito, al contrario di ANPR, è una replica di dati che restano, come fonte primaria, nei sistemi comunali. Si sarebbe potuto pensare a costruire ANNCSU come fonte primaria, come lo è ANPR? E magari dotarla di strumenti di gestione dei dati (che in realtà ci sono) per fornire ai comuni lo strumento completo? Apparentemente sì, ma la storia è andata diversamente.

  • Se il comune deve gestire il territorio (incluso dare i nomi alle strade) deve avere uno stradario e un elenco degli accessi.
  • Infatti, per l’appunto, c’è obbligo di legge di tenere stradario ed elenco dei civici (dpr 223/1989)
  • L’obbligo normativo è tecnologicamente neutro ma legato esplicitamente alla cartografia.
  • La modalità operativa digitale, obbligatoria per la p.a., automaticamente impone di avere un database (registro) con dati georeferenziati.
  • In primo luogo serve quindi uno strumento informatico che tenga il registro con i dati georeferenziati per assolvere l’obbligo tout-court.
  • Associare una coordinata geografica a un civico può non essere banale, così come bonificare numerazioni non conformi alla struttura dati ANNCSU/ISTAT.
  • La struttura dati di ANNCSU prevede tre tabelle: strade, accessi esterni, numerazione interna. Ciascuna con attributi specifici ai quali conformarsi.
  • Questi dati servono a tutte le funzioni comunali (o quasi) e quindi il dato va reso disponibile in interoperabilità interna.
  • Va poi riversato in ANNCSU tramite PDND (che è l’obiettivo dell’avviso PNRR ma solo l’ultima di una catena di attività).

Foto di Anna da Pixabay

Note

Note
1 Dalla pagina di ANNCSU dedicata alla sua storia.
2 D.lgs 82/2005, art. 40: “Le pubbliche amministrazioni formano gli originali dei propri documenti, inclusi quelli inerenti ad albi, elenchi e pubblici registri, con mezzi informatici secondo le disposizioni di cui al presente codice e le Linee guida.”
3 Per esempio, a livello di suggestione del tutto naif: si dice – e non ho motivo di dubitarne – che Google maps sia molto accurato. Uno strumento di validazione del dato di Google, che visualizzasse l’accesso sulle immagini satelliari o lo steeetview di Google per l’approvazione dell’operatore comunale, potrebbe funzionare.
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